Book Review:

Enzo Pennetta, L’ultimo uomo, Acilia, ed. Circolo Proudhon, 2016.

Il libro analizza il pensiero filosofico, le teorie scientifiche, le organizzazioni di vario genere che hanno portato l’Occidente alla mentalità attuale.

Apparentemente tutto sembra casuale e frutto di un “progresso” o di fenomeni legati genericamente alla moda, invece non lo è affatto. L’autore indica l’inizio di un cambiamento di rotta nel XVII secolo. In realtà esso incomincia ben prima, già nel Rinascimento quando l’uomo diviene “misura di tutte le cose.” Scopo unificante del pensiero innovatore è abbattere stili, modi di vita e certezze tradizionali, e il principale nemico è la religione, ostacolo e freno alla modernità.

Nel 1700, in Francia, l’Illuminismo pose al centro di tutto la ragione, affermando che quello, che con la ragione non può essere dimostrato, non è vero; poi con il Positivismo di metà 1800 Auguste Compte vide l’umanità, uscita dalle fasi teologica e metafisica, corrispondenti all’infanzia e all’adolescenza del genere umano, giunta finalmente all’età virile, in cui è la scienza a guidarne la vita.

Negli stessi anni in Inghilterra era pubblicata l’“Origine della specie” in cui Charles Darwin teorizzò l’evoluzione delle specie animali e quindi anche di quella umana. L’opera riscosse un successo enorme perché dimostrava che i deboli soccombono per legge naturale, i migliori, invece, sopravvivono affermandosi. In forma diversa, ma sostanzialmente identico, è il pensiero di Thomas Robert Malthus secondo cui i poveri, i non adatti, sono destinati a morire estinguendosi per non danneggiare la società, che deve progredire senza essere costretta a dividere i beni, soprattutto alimentari, con chi non ne è degno. Le due teorie congiunte ebbero un vasto seguito, tanto più che giustificavano e sorreggevano la politica coloniale inglese dell’età vittoriana.

Personaggi di spicco dell’epoca e degli anni seguenti, quali Julian Huxley, biologo evoluzionista, e Francis Galton, patrocinatore dell’eugenetica, che pose il problema di stabilire scientificamente come privilegiare o eliminare certe caratteristiche nei nascituri, influenzarono la politica e si fecero portavoce delle istanze a cui tali teorie inducono inevitabilmente: il controllo delle nascite, l’aborto visto come diritto, il femminismo, l’eugenetica, la libertà sessuale non più oppressa dai vecchi tabù moralistici, la fiducia incondizionata nella scienza, che migliora la vita umana. Tra le numerose fondazioni che sostennero le idee progressiste è degna di nota su tutte la Royal Society, fondata nel 1660 per “promuovere l’eccellenza scientifica come viatico per il benessere dell’umanità”. Lo studio e le conoscenze dovevano avere un riscontro tecnologico e pratico. La conoscenza per la conoscenza non aveva più senso.

Se vi era ancora qualche dubbio per bollare come antitradizionale tutto questo, il fatto di misconoscere il valore reale della Conoscenza lo cancella tout court.

I sostenitori del nuovo pensiero si professavano atei, ma molti di essi erano attratti dall’occultismo. Essi diffusero il Teosofismo, fondato da Helena Blavatsky e da Henry Steel Olcott, soprattutto in Inghilterra, negli Stati Uniti e in India, con l’aiuto indefesso della suffrageta Annie Besant. Attraverso un fantasioso studio comparato delle religioni il Teosofismo cercò l’antica religione comune a tutta l’umanità. In realtà ciò darà vita alla New Age, un coacervo confuso e pericoloso, creato ad arte per accentuare l’individualismo, l’isolamento e per incoraggiare le più dannose esperienze psichiche, con la complicità dei media, dal cinema, dai network.

Dopo aver percorso la strada dal meccanicismo al materialismo apparentemente con lentezza, in realtà a grandi passi, senza più freni di tipo morale, l’uomo moderno vanta solo diritti. Una propaganda sapientemente orchestrata da fondazioni di vario tipo, Fabian Society, ERO, ACLU, Ong, UNESCO, colonizzando culturalmente anche attraverso le arti figurative e la musica, spingono la società a vivere in modo libertario usando droghe, avvalendosi dell’eugenetica, inseguendo il mito della perenne giovinezza, riducendo tutto alla corporeità. Tale società deviata si arroga, poi, il diritto di esportare i modi di vita occidentali in tutto il globo, e, fingendo di aiutare i popoli per una vita economicamente migliore, getta in realtà i semi velenosi della destabilizzazione politica e morale.

La società odierna è definita “liquida”, senza più schemi fissi portanti: la famiglia, nucleo solido, che ostacolava la “liquidità sociale”, è stata messa fuori gioco come la religione. Anche la sessualità è considerata oggi fine a se stessa, un diritto al divertimento, e non più base per la procreazione. Avere un figlio è un diritto: ecco gli uteri in affitto, la fecondazione artificiale, la scelta del sesso del nascituro, ecc. Essere uomo o donna è una decisione personale, non deve essere determinata da fattori naturali che sono ininfluenti. I ruoli maschile e femminile sono unificati e confusi: si mira all’androgino? Sarà questo l’ultimo uomo, o meglio essere umano, a cui tende il lungo lavorio antitradizionale? Androgino, come unione puramente esteriore e corporale di uomo e donna, è la visione rovesciata di Ardhanārīśvara, il Signore che è la sintesi di maschile e femminile.

Il lavoro di Enzo Pennetta è, nell’insieme, positivo perché evidenzia in modo dettagliato e inquietante il cammino distruttivo della società umana verso il misconoscimento di ciò che l’uomo è realmente. Tuttavia ci sembra che l’autore consideri questo percorso in modo superficiale, mostrando, tra l’altro, di essere influenzato da pregiudizi politici: tutto parrebbe voluto e progettato dal capitalismo il cui fine è esclusivamente il predominio economico di pochi, i migliori, sui molti, considerarti solo per gli scopi di chi tutto gestisce. Poco spazio critico è dato al comunismo, frutto malefico del marxismo che, solo negli ultimi cento anni, ha eliminato 80.000.000 di esseri umani, visti come ostacolo agli scopi dell’ideologia, nella colpevole indifferenza di tutti i borghesi di questo pianeta. Inoltre solo il marxismo, proclamando la religione “oppio dei popoli”, dove ha conquistato il potere si è adoperato a cancellare anche i segni esteriori del divino, distruggendo i luoghi di culto con la devastazione e l’oltraggio. Possiamo dire con certezza che, attraverso i secoli, l’opera mirata della contro-iniziazione è ben visibile: essa si è avvalsa prometeicamente della scienza, utilizzando persone perfettamente consce di quanto stavano compiendo; masse di individui inconsapevoli le hanno seguite e le seguono entusiasticamente, quali un gregge di pecore. Perciò Pennetta è stato abile a indentificare i sintomi della malattia mortale che incombe sul mondo, ma non altrettanto nell’identificare la malattia stessa. E il capitalismo, certamente, non è la malattia, ma uno tra i tanti sintomi.

Benchè l’autore si renda conto che darwinismo, eugenetica e scientismo hanno avuto continui, stretti rapporti tra loro, lavorando in maniera organizzata per stravolgere le certezze umane e cambiare la mentalità generale, non fa mai riferimento all’importanza della Tradizione che, in realtà, sola, stabilisce le corrette regole di vita basate su principi trascendenti. E questo silenzio sulla tradizione appare del tutto sospetto. È evidente che la critica tradizionale al mondo moderno, anche se sottaciuta, è conosciuta dall’autore. Sembra quasi un tentativo di dare una versione laica del problema mettendo da parte la Tradizione. L’antitradizione decide dunque di autodenunciarsi per mascherare l’esistenza della critica tradizionale al mondo moderno? La scelta di pubblicare il libro prsso una Casa editrice "Circolo Proudhon" toglie ogni dubbio al riguardo.

Cosa ci attende ora? Enzo Pennetta conclude frettolosamente con poche parole che inducono alla vaga speranza di “un’esistenza realmente umana e dignitosa secondo paradigmi inediti”. Parole ambigue e del tutto insoddisfacenti.

In forza della conoscenza delle dottrine tradizionali, noi aggiungiamo che la fase in cui vive l’Occidente è il kali yuga, l’epoca oscura, la fine di un ciclo. Se i Detentori della Tradizione, i soli che ne hanno il potere, non interverranno per arrestare questa terribile deriva, allora assisteremo a orrori ancora più gravi prima che una catastrofe fermi questa tendenza. Solamente allora, con il ritorno di una nuova Età dell’Oro, tutto tornerà a scorrere nell’Ordine stabilito.

Durgādevī

 

Enzo Pennetta, L’ultimo uomo, Acilia, éd. Circolo Proudhon, 2016

Ce livre analyse les théories philosophiques, scientifiques, et les diverses organisations qui ont conduit l'Occident à la mentalité actuelle.

Apparemment, tout a l’air accidentel, comme un résultat du «progrès » ou de phénomènes liés en général à la mode; mais en réalité, c’est une tout autre affaire. L'auteur indique le début d'un changement radical de direction au XVIIe siècle. En fait, cette tendance commence bien avant, dès la Renaissance, quand l'homme devient «la mesure de toute chose.» La pensée innovatrice a un but commun: briser les styles, les modes de vie et les certitudes traditionnelles, et la religion qui est l’ennemi principal, obstacle et entrave à la modernité.

En 1700, en France, le mouvement des Lumières mit au centre de tout la raison, en affirmant que ce qui ne peut pas être démontré par la raison, n'est pas vrai; plus tard, vers la moitié du XIXe siècle, en plein positivisme, Auguste Compte a estimé que l'humanité était désormais sortie des phases théologiques et métaphysiques, ce qui correspondait dans son intention à l'enfance et l'adolescence de l'humanité, et elle avait enfin atteint l'âge adulte, où c’est la science qui conduit sa vie.

En même temps, en Angleterre, on avait publié « L’Origine des espèces » où Charles Darwin théorisa l'évolution des espèces animales, y compris  l'espèce humaine. Cette oeuvre obtint un énorme succès, car elle soutenait que les faibles devaient succomber à la loi naturelle, tandis que les plus forts seulement avaient le droit naturel de survivre. Thomas Robert Malthus, sous une forme différente, mais foncièrement identique, a théorisé que les pauvres, les inadaptés, sont destinés à s’éteindre pour éviter de nuire à la société, qui doit progresser sans être obligée de partager les biens, et surtout les denrées alimentaires, avec ceux qui n’en sont pas dignes. Les deux théories conjointement ont sorti un grand succès, d'autant plus qu'elles justifièrent et soutinrent la politique coloniale anglaise d'époque victorienne.

Des personnages de premier plan de cette époque et des années suivantes, comme Julian Huxley, un biologiste évolutionniste, et Francis Galton, défenseur de cet eugénisme qui voulait établir des moyens scientifiques pour soutenir ou éliminer certaines caractéristiques des enfants à naître, ont influencé la politique et sont devenus les porte-paroles des instances auxquelles ces théories conduisaient inévitablement: la confiance inconditionnelle dans la science qui améliore la vie humaine, le contrôle des naissances, l'avortement considéré comme un droit, le féminisme, l’eugénisme et  la liberté sexuelle, désormais franchis les anciens tabous moralisateurs. Parmi les nombreuses fondations qui ont soutenu les idées progressistes, la plus remarquable a été la Royal Society, fondée en 1660 pour « promouvoir l'excellence scientifique comme un soutien pour le bien-être de l'humanité ». L'étude et les connaissances devaient avoir une vérification technologique et pratique. La connaissance pour la connaissance n'avait plus aucun sens. Qui pourrait encore douter de la nature anti-traditionnelle de tout cela dès qu’on affirme que la Connaissance n’a plus de valeur réelle?

Les partisans de la nouvelle pensée se professaient athées, mais beaucoup d'entre eux étaient attirés par l'occulte. Ils répandirent le Théosophisme, fondée par Helena Petrovna Blavatsky et Henry Steel Olcott, surtout en Angleterre, aux États-Unis et en Inde, avec l'aide infatigable de la suffragette Annie Besant. Par une étude fantaisiste comparative des religions, le Théosophisme cherchait l’ancienne religion commune à toute l'humanité. En réalité, il créera la New Age, un fatras confus et dangereux, conçu pour accentuer l’individualisme et l'isolement et pour encourager les expériences psychiques les plus néfastes, avec la complicité des médias, du cinéma, des networks.

Après avoir parcouru la route du matérialisme mécaniste d’une forme apparemment lente, mais en réalité marchant à grands pas, sans plus aucune contrainte d’ordre moral, l'homme moderne n’exige que des droits. Une propagande savamment menée par des organisations de tout type, comme la Fabian Society, ERO, ACLU, les ONG, l'UNESCO, est parvenue à coloniser la culture à travers les arts visuels et la musique, elle pousse la société à vivre de manière libertaire se servant de la drogue, de l'eugénisme, jusqu’à la poursuite du mythe de la jeunesse éternelle, et réduisant toute la réalité au corps. Une telle société déviée, s’arroge en plus le droit d'exporter les modes de vie occidentaux  dans le monde entier, et, faisant semblant d'aider les peuples avec la promise d’une vie meilleure sur le plan économique, jette en fait les graines toxiques de la déstabilisation morale et politique.

N’ayant point de modèles fixés, la société d'aujourd'hui est définie comme « liquide »: la famille, noyau solide jusqu’à présent, qui entravait la « liquidité sociale » a déjà été mise hors de combat ainsi que la religion. Même la sexualité a désormais considéré son fin en soi, un droit au plaisir, et pas plus comme instrument de procréation.  Avoir un enfant c’est un droit: voilà les utérus à louer, l'insémination artificielle, la programmation du sexe de l'enfant, etc. Etre homme ou femme, c’est une décision personnelle, et les objectifs facteurs naturels sont considérés dépourvus de toute pertinence. Les rôles masculin et féminin sont fusionnés et confus: est-ce que le but est l’androgyne? Est-ce que ce sera le dernier homme, ou mieux le dernier être humain, le but vers lequel les patients complots anti-traditionnels conduisent? L’androgyne, comme union purement extérieure et physique de l'homme et de la femme, est la version inversée de Ardhanārīśvara, le Seigneur qui est la synthèse du masculin et du féminin.

Le travail d'Enzo Pennetta doit être jugé en général positivement, car il dénonce, d’une analyse détaillée, l’inquiétant projet de destruction de la société humaine visant à la méconnaissance de ce que l'homme est vraiment. Cependant, il semble que l'auteur considère ce parcours d'une manière superficielle, montrant, entre autres, d'être influencé par un préjugé politique: tout semble voulu et programmé par le capitalisme dont le but est exclusivement la suprématie économique des privilégiés, des meilleurs, sur les masses considérées comme des instruments pour les buts des marionnettistes. L’Auteur accorde peu d'espace critique au communisme, fruit maléfique du marxisme, qui a éliminé 80 millions d'êtres humains, considérés comme un obstacle à ses fins idéologiques, seulement au cours des cent dernières années et dans la coupable indifférence de tous les bourgeois de cette planète. En plus, seul le marxisme, proclamant la religion « l'opium des peuples », partout où il a conquis le pouvoir a cherché à effacer les signes extérieurs mêmes du divin, perpétrant la destruction des lieux de culte avec des dévastations et des atrocités.

Nous pouvons affirmer avec certitude que, au cours des siècles, le travail ciblé contre l'initiation est clairement visible: il s‘est appuyé d’une forme prométhéenne à la science, en utilisant des individus parfaitement conscients de ce qu'ils faisaient à côté des masses d'individus confiants en eux qui les ont suivis et les suivent avec enthousiasme, comme un troupeau de brebis.

Donc Pennetta a été très habile à identifier les symptômes de la maladie mortelle qui pèse sur le monde, mais il n’a pas identifié la maladie elle-même. Et le capitalisme, bien sûr, n'est point la maladie, mais l'un des nombreux symptômes. Bien que l'auteur soit conscient que le darwinisme, l'eugénisme et scientisme ont eu des relations constantes et étroites entre eux, travaillant de manière organisée à déformer les certitudes humaines et changer la mentalité générale, il ne fait jamais référence à l'importance de la Tradition qui seule, en réalité, peut établir les règles correctes de vie fondées sur des principes éternels. Et ce silence sur la Tradition est tout à fait suspect. Il est évident que la critique traditionnelle du monde moderne, même si pas mentionnée, est bien connue par l'auteur. Par conséquent il semble qu’il s’agit d’une tentative de donner une version laïque du problème en mettant de côté la Tradition. L’anti-tradition a-t-elle décidé donc de dénoncer soi-même pour masquer l’existence de la critique traditionnelle au monde moderne? La décision de publier le livre dans une Maison d'Édition nommée « Club Proudhon » enlève tout doute à cet égard.

Qu’est-ce qui nous attend maintenant? Enzo Pennetta conclut en toute hâte avec quelques mots qui font espérer une « existence vraiment humaine et digne selon des paradigmes inédits. ». Des mots ambigus, tout à fait insatisfaisants.

En vertu de la connaissance des doctrines traditionnelles, nous ajoutons que la phase dans laquelle l'Occident vit est le kali yuga, l'âge sombre, la fin d'un cycle. Si les détenteurs de la Tradition, les seuls qui en ont le pouvoir, n'interviendront pas pour arrêter cette terrible aberration, alors on devra voir des horreurs encore plus graves avant qu’une catastrophe arrête cette tendance. Seulement alors, avec le retour d’une nouvelle Âge d'Or, tout se déroulera dans l’Ordre établi.

Durgādevī

Enzo Pennetta, L’ultimo uomo, Acilia, Circolo Proudhon Pbls., 2016.

This book analyzes the philosophical, scientific theories and the various organizations that led the West to the current mentality.

Apparently, everything seems random, as a result of "progress" or as phenomena generically related to fashion; in reality it is a different matter. The Author indicates the beginning of a radical change of direction in the seventeenth century. Nevertheless, this tendency begins long before, during the Renaissance, when man becomes "the measure of all things." The unifying objective of this innovative thinking is to break the traditional lifestyles and certitudes, considering religion as the main enemy and obstacle to modernity.

In 1700, in France, the movement of the Enlightenment put the reason at the center of all, claiming that what cannot be demonstrated by reason is not true; Later, in the mid-nineteenth century, in the positivist period, Auguste Compte considered that humanity was freed from the theological and metaphysical phases, which corresponded in its intention to the childhood and adolescence of humanity, finally reaching adulthood, where science is the guide of life.

In the same period, in England, Charles Darwin published his Origin of the Species where he theorized the evolution of animal species, including also the human one. This work was enormously successful, for it held that the weak creatures should succumb to natural law, while only the strongest ones had the natural right to survive. Thomas Robert Malthus, in another form, but fundamentally in identical perspective, theorized that the poor, the unsuitable, are destined to die by extinction in order not to be a burden to society, which must progress without being obliged to share the goods, mainly commodities and food, with the not worthy. The junction of these two theories had a great success, especially as it justified and supported the English colonial policy of the Victorian period.

Some prominent characters in those days, such as Julian Huxley, evolutionist biologist, and Francis Galton, supporter of eugenics, raised the problem how to privilege or eliminate scientifically certain features in the unborn ones, influenced policy and became a megaphone for the instances to which such theories inevitably induce: birth control, abortion as a claim, feminism, eugenics, sexual freedom no longer oppressed by old moralist taboos, unconditional trust in science as an improvement for human life . Among the many Institutions supporting those progressive ideas, it is worth of mention the Royal Society, founded in 1660 with the purpose of "promoting scientific excellence as a viaticum for the well-being of humanity." Study and knowledge must have a technological and practical feedback. Knowledge for its own sake became meaningless. Disclaiming the true knowledge is the evident sign of anti-traditional plans.

The partisans of the new thought professed atheists, but many of them were attracted by the occult. They spread the Theosophism founded by Helena Petrovna Blavatsky and Henry Steel Olcott, especially in England, United States and India, with the indefatigable help of the suffragette Annie Besant. By a completely made-up study in comparative religions, Theosophism sought the primordial religion common to all mankind. In reality, this created the New Age, a confused and dangerous jumble, designed to accentuate individualism, isolation and to encourage the most harmful psychic experiences, with the complicity of media, cinema and networks.

Moving from mechanicism to materialism apparently slowly, but substantially very quickly, without any moral restraints, modern man expects only rights. A propaganda slyly orchestrated by various foundations as, the Fabian Society, ERO, ACLU, ONGs., UNESCO etc., and culturally colonizing even through the figurative arts and music, pushed  the human society to live in a libertine way using drugs, spreading eugenics, pursuing the myth of perennial youth, reducing everything to corporeality. Moreover such a degenerate society feels entitled to export Western ways of life throughout the world and, pretending to help peoples for a more viable material life, actually throws everywhere its poisonous seeds of political and moral destabilization.

Today's society is defined as "liquid," devoid of any solid fixed patterns: the family, solid core, the only obstacle to "social liquidity," has been deleted as the religion as well. Sexuality is also considered as a right to fun, and not as a means of procreation. Having a son is a right: from this the rent-a-womb, the artificial fertilization, the choice of the sex of the unborn etc. are derived. Being a man or a woman is a personal election and has not to be determined by “irrelevant” natural factors. The male and female roles are unified and confused: are they trying to produce an artificial androgynous? Will this be the last man, or rather the last “human individual”, to whom the long anti-traditional plan tends to? Will that androgynous be an impious corporal mixture of male and female, the caricatured imitation of Ardhanārīśvara, the synthesis of non-dual Lord?

Enzo Pennetta's book is in general positive because it highlights in a detailed way the destructive path of human society toward the misunderstanding of what man really is.  However, drilling down on, we deem that the Author considers too superficially the real causes of this general situation. Among other faults he is influenced by a very trivial political prejudice: according to him everything has been wished and planned by capitalism whose purpose is solely the economic predominance of few people, the richest, on the mass considered as instruments to their purposes. He only dedicates a few lines to communism, the malignant fruit of marxism, which in hundred years has eliminated 80,000,000 of human beings, considered as an obstacle to the purposes of its ideology, in the face of the guilty indifference of the worldwide bourgeoisie. Moreover, only marxism, proclaiming religion as "opium of the people", everywhere has conquered the power, has systematically eradicated the exterior signs of the Divine, destroying shrines of cult with every devastation and outrage. Then we can declare with certainty that the purpose of counter-initiation (rākṣasa sādhanā) is clearly visible through the centuries. It has “asurically” utilized the science, using some individuals perfectly conscious of their criminal purposes and masses of unaware individuals following their instigators as a flock of sheep. In this way Pennetta has been able to identify the symptoms of deadly illness threatening the world, but not to identify the disease itself. And capitalism, of course, is not the disease, but one of many symptoms.

Although the Author realizes that Darwinism, eugenics, scientism etc. have had continuous close relations, operating in organized way to overturn the human certainties and change the general mentality, he never refers to the importance of Tradition, the only reality able to set the correct rules of life based on transcendent principles. And this silence on Tradition looks suspicious. It is evident that traditional criticism to the modern world is known by the Author even if he never mentions it. It seems an attempt to give a secular version of the problem, avoiding any mention of the traditional point of view. Perhaps anti-tradition has decided to self-denounce, censuring in this way the existence of a traditional criticism to the modern world. The choice to publish the book at a "Proudhon Club Publishing House” removes any doubt about it.

What to expect now? Enzo Pennetta hastily concludes with few words inducing a vague hope of "a truly human and decent existence according to new paradigms". Ambiguous and totally unsatisfactory words!

By virtue of knowledge of traditional doctrines, the phase that whole world is facing is the kali yuga, the dark age, the end of a cycle. If the responsible authorities of Tradition, the only ones who have the power, don’t intervene to stop this dreadful drift, we will witness even more serious horrors before a catastrophe concludes this tendency.

Durgādevī