La Via della Conoscenza e le altre Vie

 Śrī Śrī Satcidānandendra Sarasvatī Svāmīgal

tr. e annotazioni di G.G. Filippi

January 05, 2019

Nello śāstra si stabilisce che Brahman è di due tipi: il primo è il Nirupādhika Brahman (Brahman privo di upādhi), libero da qualunque attribuzione e che è jñeya, ossia ciò che si deve conoscere per intuizione; il secondo è il Sūpādhika Brahman (Brahman dotato di upādhi), che è associato con attributi e perciò è upāsya, ossia è tale da poter essere meditato. Ora, è opportuno chiedersi perché le meditazioni mentali (upāsanā), che sono ingiunzioni (vidhi), siano prese in considerazione nel jñāna khaṇḍa. Upāsana nei passaggi scritturali significa la meditazione su un oggetto menzionato nello śastra compiuta in modo tale da farsene una singola idea, così da impedire a qualsiasi altro concetto od oggetto di interferire o confondersi con esso.

February 02, 2019

Sebbene l’Ātman sia il nocciolo del nostro Essere, la gente ordinaria abitualmente non lo intuisce a causa dell’ajñāna (assenza di auto-conoscenza). Vi è tuttavia l’indispensabile necessità di conoscerlo. Questa conoscenza intuitiva del Sé, nella śruti è detta darśana, vijñāna, lābha (realizzazione) ecc. Sebbene spesso sia chiamata con il medesimo termine, tuttavia esiste una differenza tra quel particolare vijñāna che si ottiene per mezzo delle varie meditazioni, e che è una conoscenza solamente speculativa.

March 02, 2019

A questo punto risulta piuttosto evidente che non c’è alcun senso in questa affermazione: “Dato che dopo śrāvaṇa, manana e nididhyāsana s’impongono le seguenti ingiunzioni: a) L’intuizione (Brahma jñāna) è solo una prescrizione da seguire obbligatoriamente (vihita); b) Jīva è destinato a sforzarsi (niyukta) continuamente al fine di raggiungere la conoscenza di Brahman, unicamente per imposizione scritturale.” Al contrario, i Veda semplicemente affermano la vera natura dell’Assoluto (Brahma svarūpa) diventando così validi mezzi e fonti autentiche che indirizzano al Brahma jñāna.

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