O) Io sono il Puro, Perfetto ed Eterno Non-duale

Da quanto si è trattato finora si possono stabilire due punti fermi: 1- Il nostro Ātman è puro e assoluto; 2- In Lui non esistono affatto né le impurità del mondo della trasmigrazione (saṃsāra), né le impurità del mondo duale, grossolano e insenziente.

Inoltre, non ci sono validi mezzi di conoscenza per affermare che: a) Egli è confinato o limitato dai tre stati di veglia, sogno e sonno profondo; b) La loro reciproca relazione dipende solo da Lui. Perché mentre questi stati di coscienza appaiono e scompaiono, l’Ātman sussiste com’è senza mutamenti o trasformazioni. Egli è pūrṇa, perfetto, colmo, completo; è sbagliato credere che egli esista in una peculiare parte del mondo e che, essendo preso nella rete del tempo e dello spazio, soffra tutte le miserie della vita. Dal punto di vista dell’esperienza intuitiva (pūrṇa anubhava) del Sākṣi caitanya non c’è alcun punto in cui Egli non esista. Poiché perfino il concetto di punto è concepito in questa Coscienza-Ātman, questo concetto di punto o porzione di spazio non ha nulla a che fare con ciò che Egli è. Allo stesso modo, Egli non è nemmeno limitato da alcuna misura di tempo, perché anche la condizione temporale Gli è attribuita erroneamente. Qualsiasi cosa limitata da tempo e spazio finisce la sua esistenza in un particolare momento del tempo, per distruzione o per disgregazione delle sue parti. Ma, dal momento che Ātman non può essere limitato da tempo e spazio, è eterno (nitya). Per tutte queste ragioni Egli è eka, uno, non duale; cioè non è un essere dotato di una individualità (jīvatva) o di corpo incosciente (jaḍavastu). Vale a dire non è un essere animato o inanimato, che possa essere considerato un’entità diversa da Lui. È già stato dimostrato che anche durante il periodo di tempo in cui jīva e jaḍavastu appaiono, essi sono solo mere apparenze. Specialmente nel sonno profondo non c’è alcuna contaminazione né traccia di questi fenomeni. Proprio come il sognatore, che è stato Testimone del sogno, rimane allorché il sogno scompare, così quando anche l’apparenza dell’illusione se ne va, allora rimane solo la corda, in quanto essa era il sostrato su cui s’appoggiava l’illusione. Allo stesso modo nel sonno profondo, in cui non c’è nulla della veglia o dello stato di sogno, permane soltanto questo Ātman. Perciò solo l’Ātman è la natura essenziale di quei fenomeni. Ātman nella sua totalità, dunque, è l’Essere unico (eka), veramente non duale (advitīya).

 

P) Io sono Śiva

L’insegnamento “Io sono Śiva” è, perciò, l’ultima e assoluta verità e realtà. Come gli śāstra enunciano che Parameśvara è la causa della manifestazione, mantenimento e dissoluzione del mondo della dualità, allo stesso modo la nostra natura di Ātman è il sostrato e la causa da cui l’intero universo è manifestato, mantenuto e, infine, dissolto. Come s’afferma che solo Parameśvara è diventato tutto pervadendo ogni cosa, così anche il nostro Ātman svarūpa è diventato tutto. E, allo stesso modo in cui negli śāstra si legge che Parameśvara è in verità eterno (nitya), puro (śuddha), illuminato (buddha), libero per natura (mukta svabhāva), così anche il nostro Ātman è dichiarato nitya, śuddha, buddha, mukta svarūpa, dalla yukti, ovvero dal ragionamento basato sull’l’esperienza intuitiva universale (anubhava). Perciò, com’è scritto negli śāstra, l’Ātman di tutti noi è proprio Śiva.